giovedì 1 ottobre 2015

La pioggia mi fa male

Non scrivo sul mio blog da Febbraio 2014.
Ma stasera piove.
Piove da molte sere.
E mi mancava scrivere, quindi eccomi qui.
Non ricordo nemmeno come funzionano i widget, come incorporare i link.
Ma non importa, perché mi serviva un foglio bianco.
Per scrivere cosa, in realtà,non è che ci abbia pensato più di tanto, o ci stia pensando adesso.
Penso che ho un felpa rosa e i calzini, piove a dirotto e ci saranno 17-18°C.
Ed è avvenuto tutto così, nel giro di una settimana, dalle giornate torride, accecanti, siamo passati al grigio e alla voglia di altri tessuti, perché la pelle d'oca ormai non passa se non ti copri.
E' quindi sparita la sensazione di poter tenere ancora in mano l'Estate, e i colori dell'Estate.
Perché questo manca.
I colori.
D'Estate è tutto un arcobaleno, tanto rosa ai tramonti, un rosa tenero, remissivo. Ma anche tanto rosa all'alba, un rosa presuntuoso, forte, fiero. E poi il giallo, il blu, l'azzurro.. E anche rosso.
Tante palette tutte a nostra disposizione.
Poi, improvvisamente, grigio, beige, al massimo verde, o blu scuro. Come la bellissima gonna o il paio di culotte che ho acquistato da poco.
Ma che non posso indossare.
Perché non c'è la serata con il colore giusto per uscire.
E se aggiungi Lana Del Rey, il mix è perfetto.
Settembre era un bel mese.
Si ricominciava.
O si iniziava, per la prima volta.
Ma era diverso.
Si litigava per fare pace.
Adesso nemmeno si litiga.
Si procrastina.
Come una piccola barchetta trasportata dalle onde, remissiva, codarda.
Però le vele prima o poi le costruiamo, e riusciremo anche a capire il vento, e sfruttarlo, per farci seguire, e non seguirlo più.



Ride- Lana del Rey [Born to Die]
I am alone in the night, been tryin' not to get in to trouble, but I've got a war in my mind, so, I just Ride.


domenica 16 febbraio 2014

Whatsapp, ti amo e poi ti odio e poi ti odio


Whatsapp.

Lo strumento piú diabolico da quando hanno messo in commercio gli smartphone.
Tutti lo abbiamo, tutti lo usiamo e, chi piú chi meno, tutti ne siamo dipendenti.
Quel meccanismo malato racchiuso nelle frasi 'visualizzato alle..', 'ultimo accesso alle ..' E quel doppio visto che puó cambiare il mood di una giornata o di una serata peggio della sindrome premestruale.
Per ovviare alla tragedia dell'ultimo collegamento alle.. abbiamo rimosso l'orario d'accesso a Whatsapp, sacrificando l'opportunitá di vedere l'ora in cui il nostro beniamino o beniamina si collega pur di mantenere un po' di sanezza mentale e non vivere in uno stato comatoso di stalking. (E se proprio stai morendo, chiedi ad un'amica di controllare. Lei capirá, senza fare domande, il perché di tanta disperazione.) 
Dopo una serie di eventi tragicomici che vanno avanti ormai da Maggio 2013, è giusto che la sottoscritta si sia presa l'onere di stabilire delle regole per questa macchina da guerra che miete piú feriti di una Molotov.
Ebbene possiamo riassumere il tutto dicendo che: su Whatsapp ci scherzi, ci giochi, condividi foto, ci messaggi amichevolmente e se proprio non resisti mandi note audio.
Concedo la possibilitá di intraprendere piccoli corteggiamenti su Whatsapp, precisamente corteggiamenti primordiali.
Quando si supera questo step, Whatsapp per un po' dovete dimenticarlo. Eh sí perché se avete il piacere di raccontare qualcosa a qualcuno/a con cui vi sentite (insomma che vi piace) superate l'imbarazzo che il 21º secolo ha creato ingiustamente donandoci tutta questa tecnologia, e CHIAMATE!
Esatto! 
Digitate i numeri nel tastierino, cercate il contatto in rubrica e premete sul tastino verde.
Accadrá qualcosa di magico, mistico> dall'altro lato riceverete un pronto imbarazzatissimo, ma 10 secondi dopo riderete complici al telefono.
Perché ce le siamo dimenticate queste cose?
Abbiamo smartphone che potrebbero prepararci anche il caffé zuccherandolo a piacere, ma abbiamo messo da parte la loro funzione primaria: la possibilitá di effettuare chiamate.
Cerchiamo promozioni assurde per ottenere mille milioni di minuti dai nostri gestori telefonici, per utilizzarli poi per fare solo chiamate lavorative o con gli amici di sempre.
Dovremmo fare tutti un passo indietro e passare da modalitá iPhone a modalitá Nokia 3310, tramite il quale potevi chiamare, mandare sms (che hanno piú peso e significato morale di Whatsapp) e fare squilli quando pensavi ad una persona.

Non si puó utilizzare Whatsapp per dichiararsi, per invitare qualcuno ad uscite importanti, per litigare, per lasciarsi, per rifarsi vivi dopo mesi di silenzio.

Si chiama, si parla, ci si ascolta e non si entra in quel turbine di fraintendimenti dovuti al fatto che il testo scritto non ha tono e a volte le intenzioni non sono chiare ed esplicite.

Da oggi se volete dirmi qualcosa di importante, dimentichate che io abbia Whatsapp. Non vi risponderó nemmeno.
Mandate lettere, email, sms, piccioni viaggiatori, telegrammi, raccomandate con ricevuta di ritorno, chiamatemi, stressatemi a forza di sentire squillare il telefono, ma non scrivetemi su Whatsapp.
Spero di essere stata chiara e non di aver tratto in inganno nessuno, perché stranamente sono laMari piú seria di sempre.

Cronache rosa di una Mari perplessa.

giovedì 5 dicembre 2013

You Hair: un nuovo concept store nel cuore di Acireale

Chi mi conosce, sa come sgrano gli occhi quando sento parlare di capelli, saloni di parrucchieri, trattamenti, prodotti, estetica, tecniche di colorazione, insomma tutto ciò che riguarda la sfera della cura della persona nel senso più vanitoso e vanesio possibile (Stay Bionda).
Avendo fatto questa premessa, potete immaginare la mia gioia quando ho ricevuto l'invito per l'inaugurazione di You Hair, un beauty concept store che fonde l'hair-styling, l'estetica, curata dallo staff di You Beauty, e la moda, con il corner curato da Rêves En Rose .
Nel centro storico di Acireale, sfidando la sorte, sfidando la crisi, e volendo una location più ampia, Daniele La Mela ha iniziato questo nuovo capitolo della propria carriera e della propria vita.




Il Pomeriggio è stato veramente piacevole, come è piacevole incontrare le mie amiche e i miei amici blogger.

L'ambiente era molto friendly, all'insegna dell'eccitazione per l'inizio di una nuova avventura da parte dei titolari e dello staff.











L'arredamento del salone è essenziale, minimal, ma per niente freddo. I toni chiari vengono contrastati dai colori vivaci del corner di accessori di Rêves En Rose.Vedendoci così contente ad ogni scatto, ho conquistate le simpatie di una bambina, la dolcissima Giuliana, e ho scattato tantissime foto pure con lei.
Giuliana ha un futuro fatto di Selfies.
Placido ride beffardo alle nostre spalle.

Bollicine, dolci, risate, mille scatti, e tanta bionditudine per noi blogger.


Per viziarci ancora di più, ci è stata donata una goody bag con delle sorpresine carinissime sia per la cura dei capelli (LA GENTE SA QUANTO NE ABBIA BISOGNO), sia due accessori di Mercantia.
Ma le sorprese non finiscono qui: per farci rendere conto della loro attenzione e amore verso le clienti e i clienti, ci è stata data la possibilità di accaparrarci il salone tutto per noi e provare la loro bravura, di cui dubito ben poco avendo visto i capelli di chi è già loro affezionato cliente.

Non vedo l'ora di essere coccolata e di avere una 'testa' migliore.
Stay tuned for my #youday.

E poi, se ve lo dice laMari..

Ps: ci tengo a rendere noto che non ho il cappello per fare la 'figa', per seguire qualche tendenza o, ancor peggio, perché sono maleducata. Anzi, tutto il contrario. Avendo dei capelli orribili in questo periodo della mia vita (1 anno a questa parte) , per qualche strano intreccio astrale, e non avendo potuto correre ai ripari, ho tenuto il cappello per evitare di essere guardata 'male' da chi i capelli li cura e ama da una vita. Ergo l'ho fatto per voi ;)